Osilo rinnova il rito secolare della Corsa all’anello

Il 12 agosto in gara 58 cavalieri provenienti da tutta l’isola. La giostra equestre dal 1995 è tornata nell’antico tracciato di via Roma

 

 

Osilo. Si rinnova il rito secolare della Corsa all’anello di Osilo. Il 12 agosto il paese sul Tuffudesu ospiterà la nuova edizione della giostra equestre che dal 1995 è tornata nell’antico tracciato di via Roma. A partire dalle 17, cinquantotto cavalieri provenienti da Osilo e da tutta la Sardegna si sfideranno per sette volte nel tentativo di infilare uno spadino di legno in uno dei tre anelli sospesi lungo il percorso. Chi avrà raggiunto il punteggio più alto sarà dichiarato vincitore.

Gli anelli sono posti in sequenza, a circa quaranta metri l'uno dall'altro, ma ogni cavaliere può centrarne solo uno per “salita”: il bersaglio è saldamente assicurato alla fune e lo spadino non può che rimanervi conficcato. A questo punto si rivela l’abilità dei cavalieri: perché venga registrato il “punto” il cavaliere deve mollare la presa nel momento in cui pensa di aver infilato lo spadino nel cuore dell’anello. Se così non fosse, la spada si sfilerebbe e il punto non verrebbe contato. Si tratta quindi di una decisione cruciale da prendere in un istante. In questo dettaglio si registra la principale differenza con la Sartiglia: a Oristano se la stella viene centrata viene via con la spada. I cavalieri hanno due stimoli per dare il meglio di sé: il montepremi per il vincitore e la rilevazione elettronica dei tempi che, oltre a evitare contestazioni da parte dei concorrenti, serve a rendere la gara più spettacolare.

La Corsa all’anello, organizzata dall’assessorato comunale al Turismo, affonda le sue origini nella secolare tradizione equestre che il paese ha saputo conservare immutata nel tempo e rappresenta lo spirito fiero, coraggioso ed elegante della l’identità osilese. «Grazie a questa manifestazione – spiega il sindaco Giovanni Ligios – Osilo è divenuto un punto di riferimento regionale per la riscoperta e la valorizzazione delle tradizioni equestri della Sardegna».

Secondo le testimonianze pervenute il percorso della manifestazione non è stato sempre univoco ma ha interessato tracciati diversi: dalla strada sotto il cimitero al colle Sant’Antonio, da s’Istradone ‘mesu a sa Puntanedda e, dopo il 1972, nel campo sportivo. Oggi la corsa si svolge nell’antico tracciato di via Roma (Sa Ya Manna).

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